E prima o poi lo uccido..
di Antøx 09/01/2007



Si è detto tutto.
Bastava forse non dire nulla e mandare le immagini.
I silenzi sono sempre più eloquenti della solita moltitudine di parole preparate , di partito.
I dibattiti fanno bene soltanto se aiutano a far nascere una propria opinione.Sono la morte dell’intelletto se finalizzati a catturare consensi.

Perché la censura? Sono più dure le immagini dell’uomo che si prepara a morire, le spiegazioni “tecniche” del boia, la preparazione, l’attesa, tutte trasmesse  che, il momento dell’esecuzione.
Prima c’è l’uomo ed il tempo è rallentato. Dopo c’è il morto ed il tempo è un attimo. L’umiliazione della persona umana è nel “prima”. Dopo l’essere umano non c’è più. L’espressione degli occhi del “prima” hanno un senso perché sono animate.
Come sempre superficiali, poco attenti.

Vuoi vedere che ci terrorizziamo a vedere un corpo appeso ad un cappio senza vita? Vuoi vedere che i nostri bambini non rimangono colpiti anche dal “solo” – “prima”?
Vuoi vedere che non hanno addirittura il video scaricato sul cellulare? Vuoi vedere che non lo trovano in rete? Vuoi vedere che quelle immagini sono più cruente delle migliaia trasmesse GIUSTAMENTE dai documentari sulla deportazione degli ebrei, sugli orrori della guerra?

L’unica e sola brutalità sta nella notizia. Una notizia di inciviltà. La pena di morte non è un qualcosa da legislare. La pena di morte è una “PRATICA” fuori da qualsiasi logica di modernità e civiltà. Una pratica da censurare, da condannare. Bisogna isolare le nazioni che ne fanno uso perché lontane dal nostro modo di vedere le cose.
E’ vergognoso che lo Stato più potente al mondo se ne faccia portavoce.D’altra parte questo “stato” non è gestito come un vero “stato” ma come una “spa” e si sa che le industrie non hanno una cultura, non hanno una “vera storia” ma soltanto una logica d’azione volta a trarre profitto ovunque e comunque.
Non si capisce perché l’ Europa, la culla della civiltà, debba “subire” ancora questa influenza/imposizione/modello.
La guerra è finita e per fortuna non soltanto grazie a loro!

Il mio ultimo pensiero va a chi ha commentato di accettare la condanna di quel “tribunale” perché “ognuno risolve a modo suo i fatti suoi”. Peccato che quel tribunale lì , quella specie di democrazia lì , sono state “esportate” da noi e lì,  i “fatti nostri”,  non ce li siamo fatti.
Non ci meravigliamo neanche più di tanto che quella merda di “morto”, quando già uccideva, era stato un amico/fornitore della “spa”.
Andate a fanculo.
Antøx