"..voglio una vita maleducata.." V.R.

Nome:  Antonio
Data nascita: 25/06/1978
Segno Zodiacale: Cancro
Luogo di Nascita: Napoli
Vive a: Portici (NA)
Professione: Cantante / Ingegnere Meccanico / ? / ? /
Hobby: Chitarre / Auto / SSC Napoli / Collezionismo / ... / ... /
Segni Particolari: Vasco / Dragon / Sword / Viking / ... / ... /

 




 

RESOCONTO

Sono ormai 8 anni di CSIC: 2002-2010. Se non ricordo male questa è la quarta volta che aggiorno/modifico la mia pagina. E' un gran bel risultato! Significa che sono/siamo ancora qui, che ci sono nuove esperienze da raccontare. Significa che la storia continua e che in qualche modo "viviamo".
Mi piace sempre dare un titolo a ciò che scrivo e "resoconto" è il titolo più complicato ed impegnativo da affrontare. Bisognerebbe pensare a cosa è successo in tutti questi anni, selezionare e compattare migliaia di immagini, suoni, sensazioni, odori.

D'altronde la sintesi dovrebbe far parte della mia forma mentis ma dove ci sono emozioni la mia ragione mi lascia solo.
Ecco, forse potrei utilizzare proprio la parola "emozione" per sintetizzare tutto senza aggiungere altro. Emozione legata alla durata di questa avventura, al suo successo. Emozione legata alla soddisfazione di vedere aumentare esponenzialmente la qualità di quello che facciamo, la crescita musicale dei CSIC sotto tutti i punti di vista. Emozione legata al ricordo di decine e decine di concerti, di città, di viaggi, di volti, di musicisti.

Fare musica con continuità a questi livelli, per così tanto  tempo non è stato facile. Non lo è per nessuno e da nessuna parte ma in modo particolare "quaggiù" , nella nostra regione.
Siamo carenti di strutture, manca l'organizzazione, manca chi investe sulla musica, è carente la cultura della musica live diversa da quella "neomelodica".
Nonostante tutto, continuiamo ad esistere e a suonare, decine e decine di concerti, dovunque. Ogni settimana. A coinvolgere centinaia di persone, a convincere i gestori di locali, gli organizzatore ed investire sulla musica, sugli eventi, sui nostri progetti.

Certo dobbiamo ringraziare anche il repertorio che facciamo perchè ormai non conosco una persona a cui non piace Vasco ma ci sarà un motivo se tra i tanti tributi regionali i CSIC sono i più richiesti, quelli con più date, quelli con cui tutti i musicisti di Vasco vogliono venire a suonare.
Io il motivo lo conosco ma non saprei spiegarlo perfettamente. E'  legato al "come" proproniamo il repertorio non solo dal punto di vista musicale, all'atmosfera che si respira prima, durante e dopo il concerto.

Personalmente mi approccio alle canzoni di Vasco cercando di indossarle tenendo però ben presente le mie "misure". Nei CSIC sono un  interprete, non un imitatore e quando in alcuni momenti dello show voglio far "viaggiare" il pubblico con delle "somiglianze" lo faccio con ironia.
Vasco è un personaggio inimitabile e tutti i tentativi in tal senso che fino ad oggi ho visto/sentito mi sono risultati ridicoli, quantomeno goffi.
Più che il "modenese", gli "eh", la finta raucedine, il simbolo della "figa" ,  preferisco trasmettere la carica che quelle canzoni mi danno, la forza di quelle parole e note nelle quali disperdo i miei pensieri, i miei problemi, i miei demoni, le mie emozioni.

Credo di poter estendere questo discorso ad ogni singolo componente dei CSIC. Vivere all'ombra di qualcuno non è proprio il nostro "style".
Ai nostri concerti esce fuori questo, la nostra personalità che spesso è così ingombrante da smaterializzare Vasco. Chi è venuto ad un nostro concerto sente di aver assistito ad un concerto dei CSIC e non dei CSIC tributo a Rossi.
Questo credo sia il segreto.
Devo anche dire che questa cosa non è affatto studiata. La musica è verità e facciamo semplicemente quello che sappiamo fare come ci viene di farlo.

Il 2009 è stato l'anno migliore della nostra storia ed è bello riscontrare che ogni anno che passa dico sempre che è il migliore per noi.
Se chiudo gli occhi mi viene in mente il concerto con Andrea Innesto al GoodFellas., mi viene in mente il tour estivo ed i viaggi nel Doblò per raggiungere le località balneari, su tutte ricordo Palinuro e Scalea.
I tanti concerti in piazza, Montella e Lioni strapieni, il concerto con Alberto Rocchetti e Claudio Golinelli al Sea Ledend, il concerto nel palatenda, , fino ad arrivare con la mente sul palco di Stazione Birra a Roma con Stef Burns alla chitarra.

Davvero "Un gran bel film" dove nei titoli di coda ringrazio con affetto tutte le persone che ci seguono ovunque , gli amici, i fans, il fan club dei Vascolisti Anonimi, i musicisti che ci hanno aiutato nei momenti di "ingolfamento" del calendario.
 


BIOGRAFIA

Non scrivo in terza persona perchè per sfortuna sono io stesso a "battere" queste parole,  poi non sono nè elegante nè formale.

1978 - ....(?)

Sono del Cancro, non che ci creda più di tanto negli astri o in qualcosa.
Cresciuto in una normale famiglia italiana , papà operaio e mamma casalinga. Ho una sorella minore ed un cane, Blasco. Devo tutto a loro, dai valori morali  all'educazione, dalla cultura all'amore per la musica e l'arte. Devo la forza, l'ostinità, la tempra e il coraggio a mio nonno materno.

Infanzia. Ho dei flashback del terremoto dell'80. Immagini confermate poi dalla realtà. Io bloccato in bagno, io che dormo in un'auto.
Traumatico il passaggio dalla "primina" privata alla scuola elementare statale situata in un quartiere di terremotati.
Il pomeriggio registro spezzoni di canzoni dalla radio sulle cassette. E' così che conosco Vasco. Mandavano "Ciao", è il 1987. Ho nove anni. Non smetterò più di seguirlo.
Conservo quella registrazione , è su una MC "Scotch" da 90 min, colore blu elettrico, scritte grigie. Un momento importante.
Ricordo il mio primo album "Colpa D'Alfredo", su MC registrata dal vinile a casa di un mio cugino molto più "grande"  (Vasco è una roba da grandi negli anni '80) al ritorno dal San Paolo.
Sono gli anni di Maradona, gli scudetti, le coppe.

Adolescenza. Il liceo scientifico vola. Mi piace anche studiare. Il primo anno acquisto una chitarra classica, la mia prima chitarra, imparo a suonarla. Il terzo, una chitarra acustica elettrificata mod. Ovation rossa, poi una Yamaha Pacifica Elettrica con Ampli.Le conservo tutt'ora con l'aggiunta di altre tre chitarre tra cui una Gibson SG regalatami da amici americani.
Grazie a Vasco scopro la musica, gli accordi, le scale. Compro un libro con i tabulati dell'album "Gli Spari Sopra" e mi esercito. Anno 1993. Non canto nè ci penso.
Scopro anche la politica, la politica liceale quella che sei o comunista o fascista, o rosso o nero!! Io mi sento e credo rosso, in futuro ne sarò convinto.
Finisce tutto con un bel 60/60 ed una targa. Porto con me la musica, Dario (non Crocetta, è ancora presto) unico tra i miei amici che è riuscito negli anni a starmi dietro fino ad oggi, la scoperta passione per la matematica, i miei diciotto anni,  tanti sogni ma altrettanti dubbi.

Mi iscrivo ad Ingegneria. Dicono sia la facoltà più difficile ed io adoro le sfide, scelgo Meccanica perchè ci sono tantissimi amici, poi la "sento" meno "snob".
Ingegneria è dura, molto dura. In quegli anni ci sono ancora i corsi annuali, altro che moduli, crediti, prove intercorso. Il corso di Analisi dura dodici mesi, due libroni di teoria, uno di esercizi. Nel giro di un anno il gruppone degli amici del liceo viene decimato, restiamo in due, ma con zero esami.
Inizio a lavorare nella security dello stadio San Paolo durante le partite del Napoli e gli eventi, ci resterò per anni. Il Napoli è in declino. Fallirà. Finirà in C1 per poi risalire vertiginosamente. E' un lavoro duro, molto spesso pericoloso ma mi fa sentire vivo. Dopo pochi anni divento "responsabile" e mi affidano interi settori dello stadio (molto spesso i più "delicati") e la "responsabilità" di molti ragazzi. Sono anni di contestazioni violente degli Ultras, di retrocessioni. Un inferno. Fa molto rock ma a volte fa schifo.
Di sera insegno la chitarra ai ragazzini. 
 
Ricordo questa fase in maniera confusa, veloce. Faccio tutto quello che voglio fare ma manca sempre qualcosa. So cos'è ma è mischiato ad altro: l'esigenza di indipendenza, la marea di esami da fare, la situazione economica pessima, la voglia di evadere, viaggiare, fare. Un mix esplosivo.
Ricordo tanti concerti di Vasco in giro per l'Italia e la voglia di mollare tutto. Non so davvero alla fine come sono riuscito a laurearmi.
Un giorno proprio Vasco fa concerto al San Paolo ed io lavoro nella sicurezza dello stadio. Questa volta sto dall'altra parte, non pago il biglietto? Sono già dentro dalla mattina. Posso accedere in qualsiasi posto. Che sensazioni. Sembra un film. Non lavoro per niente. Che giornata.

Suono per un anno la chitarra in un gruppo rock composto da amici. Proprio nel momento in cui prendo una serata in un locale la cantante si volatilizza. Ciao. Serata persa. I cantanti? Che gente!
La musica è troppo importante. Decidiamo di continuare. Provare nel garage adibito a sala prove con attaccate alle pareti le confezioni di uova e poi si vedrà. Al primo incontro prendo il microfono e canto. Chissà perchè.

Canto da un pò di tempo a casa col karaoke, basi musicali registrate, accompagnando la mia chitarra ma non voglio fare il cantante di un gruppo.
Troppo timido, odio le attenzioni. A calcio sono difensore o portiere, mi piace difendere. Attaccare, fare gol, è da protagonisti.
Quella sera, un altro momento importante.

Voglio uscire. Mi risuona in testa "La noia". Voglio uscire dalla quotidianità. Ho esigenze diverse dalle persone che conosco, diverse da quelle che vogliono farmi credere "giuste" per me. Voglio fare quello che mi piace. Senza pensare se è giusto o no.
Ho in testa tanti pensieri. Uno in particolare, chiuso, segreto, sofferente. La "leva" della mia esistenza.
La mia vita fino a quel momento è fatta di musica, Vasco, sensazioni e tanti sogni. Metto tutto nel frullatore. Inizio a scrivere canzoni.

Nel 2002 una confluenza/concomitanza di situazioni/circostanze/conoscenze fa nascere in me un'idea. La più frullata delle altre: "i cosasuccedeincittà".
Ancora oggi ci penso. Nel momento stesso in cui prende forma  nel mio cervello, già so che si chiamerà "cosasuccedeincittà", che ne sarò il cantante, che ci sarà un sito web, tanti concerti, grandi concerti, che un giorno suonerò fuori Napoli, che grazie a quell'idea girerò tanto, che poi suonerò con i musicisti di Vasco.
Internet non è ancora diffusissimo. Da poco c'è l'ADSL, ci sono ancora persone col modem "56k". E' il periodo dei domini .tk insomma preistoria.
Tutto è più lontano. Oggi col myspace , col facebook hai una visibilità da sogni. Contatti e sei contattato da tutti, fans ,locali.
Guardando indietro eravamo già avanti.

Il gruppo nasce in 4 mesi. Su una chat prima , in sala prove poi. Il nome ha un valore e significato privato. Un senso forte. Ce l'ha tutt'ora. Nulla nei CSIC è lasciato al caso. Ogni cosa ha un significato. Ancora oggi è così. Tanti simboli, tanti rituali che continuano a vivere per scaramanzia, per affetto verso il ricordo del significato.
Anno 2002: siamo la prima Tribute Band in Campania esistente ma nessuno lo sa, nessuno ci conosce. Zero. Non è zero per me. I giorni hanno un sapore diverso.
Di quel gruppo, 8 anni dopo , siamo Crocetta & io.

In sala prove, una di quelle vere, a 60 km da casa mia, simuliamo interi concerti per mesi in attesa di una "chiamata". Sito e demo mp3 già registrate e pronte. La chiamata arriva. Inizia la storia.
Nella mia mente il primo concerto. Mani sudate in tasca, in tasca ahahahahahaha ed il commento di Dario Crocetta "Antò sembri Gianni Morandi". Ancora un momento importante.

Il tempo forgiail tutto. Live dopo live, canzone dopo canzone. Lentamente, pezzo dopo pezzo, prova dopo prova.
Da allora non ci fermiamo più. La nostra attività live vista 8 anni dopo è da paura. Centinaia di concerti, fatti ovunque, durante i quali proponiamo talvolta anche pezzi nostri.

Nel 2005 mi laureo. I CSIC & amici suonano alla festa organizzata per me ed è un momento formidabile. Tutte le persone a me più vicine si rendono conto dopo 3 anni dalla nascita del gruppo cosa realmente fosse, cosa rappresentasse per me, lo toccano con mano!!
Ma ci sono ancora e sempre nuovi live.
Inizio a lavorare prima in Prysmian come responsabile di manutenzione poi come responsabile di produzione/processo. Resto lì 3 anni duri ma importanti.
Lavoro, viaggio ma ci sono sempre i CSIC , i live.
Lascio la Prysmian per uno studio di progettazione ma sono sempre e comunque live con i CSIC, ovunque.

Nel 2009 lascio il lavoro. Motivi vari. Decido così. Io sono così.
Per i CSIC è l'anno dei record. Calendario fittissimo.
Abbiamo il piacere di suonare con Andrea Innesto sax di Vasco in un concerto al GoodFellas di Napoli  sold-out dopo 10 giorni dalla pubblicizzazione dell'evento!!
Suoniamo con Alberto Rocchetti e Claudio Golinelli, rispettivamente tastierista e bassista di Vasco, al Sea Legend di Licola, gremito.
A fine serata Rocchetti ci chiede di collaborare con lui per l'estate 2010.

Stef Burns, "il chitarrista", intanto sente la mia voce e mi chiede di intervenire nel corso dell'ultima data del suo tour a Stazione Birra a Roma per cantare due canzoni di Vasco, "lunedì" e "c'è chi dice no", suonate da lui alla chitarra e dalla sua band. Evento incredibile. Stef Burns non ha mai suonato pezzi di Vasco senza Vasco da quando è in Italia (1995), mai suonato con una tribute band. Niente di niente.
Momento importante ancora.

E' l'anno dei grandi live, del grande pubblico. Riempiamo il palatenda di Montella. Stracciamo il record di presenze e di incassi di molti locali.

Mi piace pensare ai CSIC come ad un'azienda. I ragazzi scherzando via mail scrivono "CSIC S.p.a."
Loro ci scherzano ma L'approccio e l'impronta sono prettamente aziendali. Ognuno svolge un preciso compito. Nessuno agisce indipendentemente.
Io sono il cantante ed il manager dei CSIC. Curo la pubblicità, i rapporti con i locali, gli organizzatori, la stampa. Organizzo gli eventi e mi occupo della parte economica.
Ciascuno degli altri membri ha dei compiti ben precisi dal punto di vista delle scelte musicali, degli arrangiamenti , della scaletta. Organizza prove, registrazioni.
Vado fiero di questa organizzazione.

Il 2010 ormai è già iniziato e sembra ancora più rock degli altri anni. Ci aspettano tanti concerti. Siamo soltanto a Gennaio e già non abbiamo più date libere a Marzo. Alcuni organizzatori hanno preferito già fissare date per Giugno per non rischiare di non averci.
A Marzo, Giugno e per tutta l'estate torneremo live con i musicisti di Vasco. Suoneremo non solo in Campania.

Entro fine anno contiamo di terminare le registrazioni del nostro album inedito.
Risparmio la noiosa storia dei musicisti che sono andati, arrivati, ritornati nei CSIC. L'anima è sempre la stessa e personalmente tutti quelli che hanno suonato con me hanno lasciato il loro segno ed il loro ricordo rimarrà sempre dentro e fuori.

Non ci fermeremo mai.
Antøx